“Il buongiorno si vede dal mattino”. Detto, fatto. Fedele agli adagi e alla saggezza popolari, è così che l’Orange1 Team Lazarus ha interpretato a Silverstone il quarto dei sette appuntamenti in cui si articola l’edizione 2016 dell’International GT Open. Un week end costantemente ai vertici delle classifiche, senza soluzione di continuità fra prove libere e corse vere e proprie, perfettamente fedele al celebre motto dispensatore di una verità secolare.

A Silverstone, sul tracciato del Northamptonshire, prima sede di una base militare della RAF durante la Seconda Guerra Mondiale e poi luogo di nascita il 13 maggio 1950 del Campionato del Mondo di Formula 1, è arrivato l’acre e gradevole sapore della rivalsa. La rivincita ha iniziato a manifestarsi subito, allorché l’equipaggio Fabrizio Crestani-Thomas Biagi si è piazzato in cima al turno finale di collaudi non cronometrati, dopo essersi “accontentato” della sesta piazza nella prima sessione libera.
Il sabato della squadra diretta da Tancredi Pagiaro e della Lamborghini Huracán GT3 vestita di arancione è trascorso nel segno di un’efficace rimonta, nella transizione fra prove di qualificazione e corsa vera e propria. Carpito il settimo slot sulla griglia di partenza di Gara 1 con il driver bolognese, si trattava di recuperare più terreno possibile per consolidare il comando della specialità, condiviso con il coéquipier trevigiano a quota 68 punti.

La supercar numero 27, benché gravata da 15 secondi di handicap regolamentare dovuto al successo del Paul Ricard in Gara 2, ha marciato come un metronomo in terra d’Albione, in virtù di una strategia perfetta, guadagnando subito due posizioni, risucchiando via via tutti gli avversari a partire dal 18esimo giro, con un balzo in avanti di tre posti soltanto fra il 25esimo e il 28 passaggio, e piazzandosi alla fine seconda assoluta alle spalle dell’esordiente Lamborghini Gallardo Rex di Craig Dolby e Tomas Enge. La piazza d’onore del duo Biagi-Crestani, arretrato di appena 5″023 dall’equipaggio vincitore in barba al Balance of Performance e autori del proprio miglior giro alla 33esima e penultima tornata, ha consentito a Thomas e Fabrizio il primo giorno di guardare tutti dall’alto in basso dei propri 86 punti in campionato, 20 lunghezze in più di quelle del sodalizio locale tra Phil Keen e Shaun Balfe.

Domenica, le prove ufficiali sul circuito d’oltre Manica hanno visto in azione Crestani, il quale ha garantito a se stesso e al compagno di scuderia Biagi una quinta piazza sulla griglia di partenza che è stata poi anticipatrice di un solido risultato.

In Gara 2, aggiunti ulteriori dieci secondi di handicap per il secondo posto del sabato ai quindici “figli” della precedente affermazione di Le Castellet, da scontare in occasione della sosta obbligatoria ai box, Fabrizio e Thomas hanno portato a casa a Silverstone un quarto posto con un sorpasso in extremis che ha consolidato la loro posizione di vertice nella classifica generale con un gap di 22 punti sugli avversari, i migliori dei quali fermi a 74. Ma che cosa sarebbe potuto accadere senza il bilanciamento regolamentare delle prestazioni, visto che soltanto 29”174 hanno separato al traguardo i “nostri” (interpreti di un giro più veloce di tutto rispetto alla 12esima tornata) dalla Aston Martin Vantage GT3 vincitrice condotta da Euan Hankey e Salih Yoluc?

Thomas Biagi
“Abbiamo ottenuto due magnifici risultati a Silverstone, un circuito estremamente tecnico nonché uno dei migliori al mondo. Si tratta di un secondo posto in Gara 1 e una quarta posizione in Gara 2 che valgono come una doppietta, secondo me. Con 15 secondi di handicap tempo, sabato io e Fabrizio puntavamo al massimo a una quarta posizione per alleggerirci della ‘zavorra regolamentare’, ma in realtà abbiamo fatto una corsa eccezionale, decidendo strategicamente di non cambiare le gomme proprio nella corsa più lunga. Quest’ultima scelta si è rivelata azzeccata anche la domenica, perché la sostituzione degli pneumatici nella competizione più corta mi ha consentito di effettuare un secondo stint velocissimo e di agguantare con grande tenacia il massimo che avremmo potuto ottenere in tali condizioni. Si tratta di una ‘vittoria di fatto’, e non soltanto perché in Austria il 10 e 11 settembre avremo soltanto 10 secondi di handicap. Tutta la squadra è sempre più affiatata: piloti, ingegneri e meccanici stanno acquisendo fiducia reciproca e feeling con la vettura. E ora piedi per terra e cuori nel vento!”.

Fabrizio Crestani
“Come già al Paul Ricard, ci siamo trovati un po’ in difficoltà con il set-up della macchina nelle prime prove libere, dopodiché abbiamo trovato facilmente la direzione giusta e individuato il set-up ideale per le due corse in Inghilterra. In Gara 1, nonostante avessimo una teorica strategia conservativa per cogliere il quarto posto ed eliminare l’handicap tempo, io mi sono trovato molto bene, la macchina volava e i tempi venivano facilmente e costantemente: con un gran passo, siamo riusciti a far nostro un secondo posto. Ciò ha però significato dieci secondi in più, in totale venticinque, in Gara 2: abbiamo però adottato una strategia aggressiva, cambiando le gomme con Thomas Biagi la domenica, a differenza degli altri team, riuscendo a compensare l’handicap, risalire dalla sesta-settima posizione e a raggiungere l’obiettivo teorico del quarto posto che ci eravamo dati alla vigilia. Per noi, sono state di fatto due vittorie, anche perché molti avversari sono arrivati alle nostre spalle. Siamo arrivati a Silverstone con 10 punti di vantaggio sui rivali e lo lasciamo con  con 22 in più, ma la nostra testa è già a Zeltweg…”.