Spa-Francorchamps con il Lamborghini Blancpain Super Trofeo, Zeltweg nell’International GT Open e adesso il Nürburgring, sede del quinto e penultimo appuntamento stagionale del monomarca “racing” della Casa di Sant’Agata Bolognese. È una passeggiata nel mito quella compiuta in poco più di un mese dall’Orange1 Team Lazarus, fra circuiti e scenari leggendari del motorsport. E proprio sull’altopiano dell’Eifel la squadra di arancione vestita ha trovato un luogo noto al mondo proprio per un… “bagliore arancio”, quello delle immagini del fuoco che quarant’anni or sono, il primo agosto del 1976, avvolse la Ferrari 312 T2 di Niki Lauda nel più celebre e allo stesso tempo più eroico incidente che l’automobilismo ricordi, non a caso destinato a mettere la parola fine al rapporto che legava la Formula 1 al cosiddetto “Inferno Verde”, il cui sviluppo sfiorava i ventitré chilometri.

Ritrovato il possesso delle Huracán LP620-2 al termine di un mese e mezzo di “vacanza”, le coppie Fabrizio Del Monte-Nicola De Marco e Andrea Ceccato-Kenneth Kröpfl (dove quest’ultimo era finalmente impegnato in patria) hanno puntato comunque a districarsi anche al Ring nella mutevole quarantina di “Lambo” che sempre più spesso incarna la serie, generando altissimi quozienti di competizione e di traffico. La continuità prestazionale, l’affidabilità e la regolarità hanno in ogni caso premiato l’Orange1 Team Lazarus, che nella graduatoria generale ha visto l’equipaggio laziale-friulano guadagnare il quarto posto della PRO con 46 punti e il duo veneto-bavarese consolidare il settimo nella PRO-AM con 35.

Il week end in terra teutonica è scattato sin dal venerdì con precauzionali performance da metà classifica, segnatamente con la 19esima (decima PRO-AM) e la 21esima (ottava PRO) posizione nel turno inaugurale di prove libere, ottenute rispettivamente dal duo italo-tedesco e dall’equipaggio latinense-pordenonese, seguite dal 20esimo (12esimo PRO-AM) e dal 21esimo posto (ottavo PRO) nel successivo turno non cronometrato, allorché le supercar numero 27 e numero 26 hanno mantenuto nel pomeriggio il medesimo ordine…

Sabato 17 settembre, al di là di ogni riferimento scaramantico, è invece cominciato meglio della giornata precedente per la squadra di Caselle di Selvazzano Dentro in trasferta in Germania, che ha piazzato in qualifica Del Monte-De Marco alla 13esima piazza (nona PRO) e i compagni Ceccato-Kröpfl alla 18esima (nona PRO-AM), ancorché separati di 1”755 e 2”245 dal poleman e futuro vincitore Harald Schlegelmilch (Artline Team Georgia). Al termine della corsa, in cui i “nostri” hanno viaggiato nel marasma dei molti concorrenti del Lamborghini Blancpain Super Trofeo, combattendo qualche guaio di set-up e venendo danneggiati dal contatto fra la Huracán numero 27 e un avversario, dopo 25 giri le “Lambo” made-in-Veneto si sono piazzate 15esima e 18esima: Fabrizio e Nicola hanno preceduto Kenneth e Andrea, patendo 56”952 e 1’09”704 di ritardo dal vertice assoluto della prima competizione sul Ring, ma racimolando l’ottava piazza della Classe PRO e la decima del raggruppamento PRO-AM.

Effettuate dalle parti di Adenau sempre il secondo giorno, anziché il mattino della domenica, le qualifiche della seconda corsa hanno visto a loro volta i “nostri” mantenere lo stile delle “pantere alate”, pronte a ghermire gli avversari con i propri artigli, anzi, con una decisa crescita in termini assoluti: Andrea e Kenneth si sono elevati in settima posizione, equivalente alla pole position della categoria PRO-AM, mentre Fabrizio e Nicola sono scivolati in 24esima, rimediando questa volta 1”669 e 3”952 dal consueto driver lettone autore ancora della miglior posizione al palo fra le Huracán. Il 18 settembre sono state una fitta foschia e poi la Safety-Car a farla da padrone prima dell’avvio di Gara 2, ma il cattivo tempo non ha impedito a Del Monte-De Marco e Ceccato-Kröpfl di capitalizzare in Germania quanto imparato nella tre giorni e di accalappiare il 12esimo e il 14esimo posto alle spalle del dominatore croato Martin Kodrić (Bonaldi Motorsport), equivalenti rispettivamente alla settima piazza del raggruppamento PRO e della PRO-AM, e dando vita a un’inarrestabile dose di sorpassi a danno degli avversari. Un epilogo di fine settimana importante per entrambe le coppie dell’Orange1 Team Lazarus, che garantirà loro una solida collocazione in campionato fino al “lontano” e decisivo appuntamento di Valencia dell’1 e 2 dicembre prossimi…

Fabrizio Del Monte
“In Gara 1, Nicola mi ha dato la macchina in una posizione buona, decisamente avanzata, dopodiché il mio problema è stato quello di conservare un ritmo elevato: fra l’altro, tra sorpassi e doppiati in sequenza, c’era anche la possibilità concreta di imbattersi e rischiare un incidente. Una volta trovato il mio passo, ho fatto di tutto per portare la vettura al traguardo, un obiettivo che va bene sempre, perché si raccolgono dati utili. Dovevamo migliorare ancora, anche per gratificare l’Orange1 e il Team Lazarus, che stanno mettendo il cuore, e anche di più, in ciò che fanno ogni giorno. Gara 2 è invece iniziata in regime di Safety-Car per colpa del meteo, visto quanto pioveva prima. Ho iniziato subito una rimonta non facile, date le condizioni della pista, recuperando qualche posizione e difendendo il mio bottino per agevolare il successivo lavoro di Nicola…”.

Nicola De Marco
“La nostra prima corsa del week end è stata sofferta, dal momento che scattavamo dalla 14esima posizione. Io ho fatto tuttavia una bella partenza, superando immediatamente tre-quattro ‘colleghi’, dopodiché si è ripresentato qualche problemino di set-up che non eravamo riusciti ancora a risolvere. Tutto il mio stint è stato duro: ho cercato di non perdere terreno, fino all’ottimo pit-stop in cui mi sono scambiato di sedile con Fabrizio, che ha cercato di portare a termine la corsa nel modo più redditizio possibile. Dobbiamo ringraziare Armando Donazzan e la nostra scuderia, che continuano a sostenerci, anche se le posizioni non sempre sono le prime che avevamo assaporato all’inizio della stagione. Domenica nella seconda corsa, una volta ‘ereditata’ la vettura da Del Monte, mi sono ritrovato invece all’incirca a centro gruppo. Lì il nostro passo era comunque buono e avrebbe potuto permetterci di lottare per le primissime posizioni, senza le qualifiche sfortunate del sabato e il relativo start arretrato: in ogni caso, ho continuato a rimontare e a effettuare sorpassi, concludendo nella top seven della categoria PRO e acquisendo punti importanti, in virtù anche di un assetto complessivo notevolmente migliorato. Che dire di più? Un week end in crescendo è sempre positivo…”.

Andrea Ceccato
“Gara 1 è stata una corsa abbastanza sofferta, dal punto di vista della guida, visto il molto traffico che c’era sul tracciato e il fatto che Kenneth è stato la vittima, poco dopo la partenza, di un contatto capace di creare qualche lieve danno all’equilibrio generale. L’auto era a quel punto un po’ ‘storta’ all’anteriore e ha compromesso la seconda parte di frazione e il mio stint. Il lavoro fatto venerdì ci ha un po’ premiato e un po’ no, perché quando la pista va a gommarsi noi facciamo fatica in alcuni punti e tipi di curva: i nostri ragazzi fanno però sempre il loro dovere, e non hanno lesinato sforzi negli esperimenti tecnici né il primo giorno, né durante i test effettuati nel corso dell’estate. La domenica? Dopo una qualifica tutto sommato buona che mi ha visto sesto assoluto e primo di Classe, la corsa è partita dietro la macchina della Direzione Gara per la nebbia. Per il resto, sono rimasto lì davanti in virtù anche di alcune modifiche compiute dopo Gara 1 che ci hanno permesso di migliorare la guidabilità della vettura e tenere un ritmo abbastanza buono. Dopo il pit-stop, siamo riusciti a difendere la prima posizione per mezzo giro: Kröpfl ha fatto come sempre il massimo, ma l’inesperienza in gare così combattute è ancora una variabile importante. Adesso lavoreremo per la Finale Mondiale di Valencia, avendo portato a casa ancora ottime informazioni”.

Kenneth Kröpfl
“Finalmente, una tappa in casa mia! Il Nürburgring non lo conoscevo completamente, avendo sempre girato soltanto sul circuito corto, e non è stato propriamente facile da imparare. Nelle prime qualifiche ho cercato di conoscere meglio la pista e, allo stesso tempo, di barcamenarmi nel gruppo, fra sottosterzo e asfalto scivoloso, così è arrivata una 18esima posizione in griglia che avrebbe potuto essere migliorata in realtà di 4-5 decimi. E in Gara 1, ad esempio, è anche arrivato un contatto con un’altra auto quando eravamo a metà della distanza. Un peccato, perché la nostra macchina era a posto, salvo la necessità di trovare un set-up sempre migliore”.